E’ la memorialità a prevalere nelle opere murali di Patrizio Gelli.
Non una memoria astratta, di archetipi lontani, irriconoscibili, bensì un “ricavare” dalla natura delle cose domestiche l’oggettualità – reinterpretata attraverso l’uso della tecnica murale – di un mondo a lui intimamente vicino
resti di emozioni che si sono legate un tempo a un momento magico nell’osservare al di là di un muro o di una finestra particolari di ricordi lontani e che solo la poesia dell’arte sa avvicinarli per sempre al cuore di ogni osservatore.
L’autore è come se mettesse a fuoco, attraverso una metaforica lente d’anima, l’essenza silenziosa di quei particolari: portali, capitelli, navate, brocche, vasi, pezzi di intonaci policromi, nature morte.